Usare le Playlist di VanBasco Karaoke Player

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Martedì, 4 Dicembre, 2007

VanBasco Karaoke Player è probabilmente il software per eseguire file midi e karaoke più diffuso, un classico per cantare sul proprio PC.

Supporta i formati .mid e .kar, fondamentalmente equivalenti: entrambi contengono informazioni MIDI, un. kar esplicita la presenza delle parole della canzone al suo interno, un .mid potrebbe anche non contenere il testo (è sempre una sorpresa, per questo si è preferito indicarne con l’estensione .kar la presenza) in quanto originariamente pensato solo per dati musicali.

Una delle funzionalità più interessanti del VanBasco Karaoke Player è la possibilità di modificare secondo le proprie “esigenze canore” la base, elenco in ordine di importanza:

  1. rendere “muta” una traccia, uno strumento: tipicamente la linea melodica del cantato, quasi sempre fastidiosissima;
  2. alzare o abbassare la tonalità (key) del brano, adattandola alle proprie capacità vocali;
  3. regolare il volume (vol) generale del brano midi, alcuni sono più silenziosi altri hanno il volume troppo alto;
  4. più raramente, si può decidere di velocizzare o rallentare il tempo del brano, potrebbe risultare utile ogni tanto in base anche ai propri gusti.

Queste impostazioni si possono effettuare per ciascun brano ma eseguendone un altro andrebbero perse e sarebbe un peccato visto che abbiamo trovato i “settaggi” ideali per adattare la base a come vorremmo cantarci sopra.
Per mantenere le impostazioni personali di ciascun brano usiamo le Playlist.

La comodità maggiore del programma consiste nella possibilità di organizzare le proprie basi karaoke in Playlist, ovvero “liste di esecuzione”:
in breve, è possibile crearsi più Playlist ed avere quindi sempre a disposizione le basi senza andarle a cercare ogni volta su disco; oltretutto i brani salvati nelle Playlist mantengono le nostre preferenze e impostazioni specifiche di cui sopra, quindi finalmente basterà eseguirle e trovare la fastidiosa traccia melodica già azzittita, la base nella tonalità che preferiamo, il volume ben regolato. Comodissimo, immediato e nel caso di una “performance” non devi star lì a dire: «aspettate che trovo la traccia da azzittire, che regolo la chiave…» etc. :)

Pur conoscendo molte persone che utilizzano il VanBasco per cantare mi stupisco di quanto poco uso si faccia delle Playlist; in alcuni casi ho sentito frasi come “ho provato ad usarle ma non mi è riuscito…”, quindi spieghiamo passo passo.

Inizialmente -appena installato- VanBasco ha due Playlist:

  • Playlist di esempio: contiene solo pochi brani d’esempio per provare ad eseguire basi anche se ancora non ne abbiamo;
  • (default): non è una vera e propria playlist, è quella “predefinita” o meglio “temporanea”, usata automaticamente quando VanBasco si trova ad eseguire un file .mid o .kar in altri contesti, per esempio cliccando su un file .kar dal proprio sistema operativo (per es. Windows) se questo tipo di file è associato a VanBasco (probabile).

Creiamo una Playlist personale

Nella finestra “Playlist” clicchiamo il pulsante “nuova” in alto a sinistra. Nella lista a discesa apparirà una nuova voce selezionata, di nome “Nuova lista”. Diamogli un nome decente col pulsante “rinomina“, semplicissimo.

A questo punto aggiungiamo alcune basi: volendo nella finestra stessa “Playlist” puoi spostarti tra le cartelle del tuo PC ma, personalmente, preferisco agire dalle cartelle aperte (Esplora risorse su Windows).
In entrambi i casi, una volta nella cartella che contiene le basi che ci interessano basta trascinare uno o più file sopra la finestra “Playlist” di VanBasco, è sufficente rilasciare il mouse ovunque all’interno della finestra: così facendo abbiamo aggiunto le nostre basi. Ad esempio, diciamo il file “uno.kar” e “due.kar”.

Modifichiamo e salviamo le impostazioni delle basi

Eseguiamo con un doppio-click sulla lista della nostra Playlist la base uno.kar. A questo punto se apportassimo modifiche e successivamente eseguissimo due.kar le modifiche del primo andrebbero sicuramente perse.
Quindi i passi per salvare le impostazioni sono:

  1. eseguire una base partendo dalla Playlist (doppio-click);
  2. modificare le impostazioni (mute, key, vol, tempo) della base come desiderato;
  3. cliccare “Save to list“, in basso a sinistra nella finestrella “Control”.

A questo punto ogni volta che si esegue questa base, sempre solo partendo dalla Playlist ovviamente, si ritroveranno tutte le impostazioni desiderate per ciascun brano.

Le impostazioni che verranno salvate saranno:
nella finestra “Midi Output”, le tracce mute ovvero le lucette (led) rosse all’estrema sinistra di ogni traccia, volendo anche i led celesti accanto “solo” ovvero assolo, la traccia spicca rispetto alle altre come presenza. Nella finestra “Control” il tempo, tonalità o chiave (key) e volume (vol).

Se per qualche motivo si volesse lanciare il pezzo senza queste impostazioni salvate basta togliere la spunta alla casella “Use from List“, facendo così anche una volta eseguita la base karaoke e rispuntando la casella si ritornerà ai settaggi salvati.

Troubleshooting
(risoluzione problemi)
Q: «Ho provato ma pur avendo salvato nella playlist, rieseguendo non ritrovo i miei settaggi»
A: ecco, potrebbe essere proprio dovuto alla casella “Use from Listnon spuntata! In questo caso, come spiegato poco sopra, vengono completamente ignorate le impostazioni salvate.

Esempi sui Template di Supercazzola

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Domenica, 2 Dicembre, 2007

In questo post vorrei indicare come proporre dei Template efficaci dove per “efficaci” intendo come, una volta eseguiti dal programma di generazione, potranno risultare molto versatili e non monotoni, mostrando ogni volta una frase difficilmente distinguibile da un’altra a partire dallo stesso Template.

Ma facciamo subito un esempio di questo recente Template che ha inviato C1000 (che saluto e ringrazio, come gli altri) che propongo nella sua versione originaria, senza modifiche:
Siamo alle solite. Come [VERBO]? La [CHI] ostantinato la [COSA] brematurata, che peraltro [VERBO] come se fosse posterdati anche un pochino antani in [DOVE]. Eh, mi scusi! Non son cose do [COME] senza dire né [VERBO] la [QUANDO], sempre quando lo dice lei?
Ecco, come frase supercazzola di suo funziona eccome e quindi si nota che c’è “padronanza del mezzo”; il problema -più che comprensibile- è di renderla compatibile e ben esenguibile dal generatore.

Vediamo i problemi in ordine di importanza:

  1. Non devono esserci articoli (La [CHI] ostantinato la [COSA]) soprattutto su questi tag (chi, cosa) perché gli articoli sono contenuti nelle parole stesse generate al posto di questi tag, quindi se lasciassimo così com’è troveremo risultati errati come: “La il vicesindaco ostantinato la la sbranda” quindi con doppi articoli;
  2. Pochi tag, troppe parti invariabili, quindi tendenza al monotono: ci sono troppe parti “chiave” con parole da supercazzola direttamente nel template, che invece dovrebbe fungere solo da “legante” dei vari e numerosi tag; oltretutto vedo dei classici “ostantinato, brematurata, posterdati, antani” che ovviamente sono già presenti tra le parole disponibili, che andranno sostituite ai tag. Insomma il potere supercazzolante risiede nelle Parole, in dose decisamente minore nel Template;
  3. Poi fare sempre caso ai verbi, che semplicemente indicati dal tag producono un risultato all’infinito, ma possono essere modificati con l’aggiunta di particelle finali, come indicato nel post sui Template di Supercazzola (ad es. [VERBO]to, “parlare” risulterà “parlato”).

Detto questo, seguendo queste regole di solito modifico i template inviati, che sarebbe un peccato cestinare e basta, quindi ecco una versione compatibile:
Siamo alle solite. Come [VERBO]-2? Eh, [CHI] ha [VERBO]to [COSA] [COME], che peraltro [VERBO]-2 [COME] anche un pochino [COME] in [DOVE]. Eh, mi scusi! Non son cose [COME] senza [VERBO,COSA] né [VERBO,COME,COSA] [QUANDO], sempre quando lo dice lei?

Spiegando: [VERBO]-2 tronca il verbo delle ultime due lettere quindi “parlare” diventa “parla”. Come si può vedere per il resto ho semplicemente sostituito le troppe parole invariabili in tag. Da non dimenticare che si può aggiungere un’elevata variabilità della frase con i “multi-tag”, tipo [VERBO,COME,COSA], tra cui verrà pescata una sola parola di uno dei tipi di tag. Volendo si può anche aggiungere nei multi-tag una parola personalizzata, tipo “…preso [COME,CHI,la spigola] di …”, ottimo quando si vuole aggiungere una o più parole che non starebbero bene in altri contesti se non nel template attuale, alle volte verrà scelta casualmente la nostra parola altre volte invece usate le parole pescate in base gli altri tag; nell’ultimo esempio avremo un 33% di trovare la nostra parola.

Karaoke su Skype

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Martedì, 27 Novembre, 2007

Escludiamolo subito: poco in confronto ad una sana cantata tra amici in un apposito locale di karaoke… per quanto qualche comodità in più c’è, ma andiamo per ordine.

Vi piace cantare sul vostro PC?
Quindi avrete anche installato un apposito programma per eseguire basi karaoke e cantarci sopra col microfono. Ci sono i programmi standard, come “VanBasco Karaoke Player” -un classico che consiglio-, per eseguire file nel diffusissimo formato .kar, praticamente un file MIDI con in più informazioni di “testo nel tempo”. Poi ci sono anche altri con formati proprietari con basi mp3 o wave e magari qualche altro fronzolo (animazioni, effetti video, etc..) per ravvivare. Il buono di questi ultimi è che la qualità della base, e per qualità intendo il realismo degli strumenti e sonorità, sono decisamente più indipendenti dalla capacità della scheda audio: i file .kar sono dunque eseguiti tramite una delle periferiche MIDI disponibili sul sistema, se si ha solo quella della scheda audio e non è granché va da sé che le basi risulteranno un po’ “di plastica” fino a sfiorare il ridicolo. Mentre nella stessa situazione una base mp3 (wave) è una vera e proria pre-registrazione di un pezzo e quindi, anche in casi di bassa qualità, si sente comunque la presenza di strumenti reali e magari anche qualche bel coro e controcanti che non guastano di certo.

Se invece disponete di una buona sistesi MIDI avrete tutto il vantaggio di poter reperire facilmente le basi e avere file “leggerissimi”, mediamente sotto i 100KB mentre una base mp3 mediamente supera i 3MB. Perché tanta differenza? Leggi quest’altro post sulla differenza tra Midi e Mp3.

Visto che si canta sul proprio PC e magari si dispone di una buona connessione a Internet, perché non unire le due cose alle potenzialità offerte da Skype?

Di preciso intendo le Skypecast che permettono a più utenti di conversare assieme, più che in una conferenza (limitata a 9 utenti). Quindi c’è un “ospitante” che gestisce la cast e i partecipanti, ciascuno attrezzato in modo tale da poter cantare su una base. Il rispetto e l’ordine sono essenziali, ad esempio quando uno canta gli altri utenti (tranne quelli in ascolto o in attesa ovviamente che non possono intervenire) dovrebbero tenere il microfono spento per non creare disturbi. L’esperienza è divertentissima, provate. La cast più attiva e seria in questo senso è la “TeddyBoy Group” dove il rispetto è sacro e il divertimento assicurato.

Consiglio:
Prima di cantare su una base è bene avere la traccia con la melodia del cantato già silenziata, la tonalità o chiave giusta per la nostra voce, volume generale e altro, impostazioni che VanBasco Karaoke Player rende possibili comodamente. Ancor più comodamente queste impostazioni e settaggi (mute, key, vol, tempo) possono essere salvate una volta per tutte sfruttando le Playlist: leggi quest’esauriente articolo sull’uso delle Playlist di VanBasco Karaoke Player!
Questo permette di essere sempre e subito pronti a cantare su una base già ben configurata secondo le esigenze comuni e personali senza star lì ad annoiare gli altri partecipanti in attesa che voi abbiate configurato opportunamente la base; fin quando trovate basi standard bene… ma se ve ne capita una che, per esempio, non ha la melodia del cantato sulla traccia 4 (come è convenzione) la ricerca di una o più tracce da “azzittire” potrebbe richiedere parecchio. Quindi è sempre consigliabile farsi trovare già belli e pronti con la propria playlist.

Come fare per trovare una cast di karaoke?
Basta cercare sul sito di Skype, nella sezione Skypecasts, la ovvia parola chiave “karaoke”.

Ovviamente al momento bisogna ancora fare i conti con l’instabilità -certe volte totale e deprimente- del sistema di Skypecast che difatti è tuttora in versione beta, ovvero il grosso dell’applicazione è disponibile ma è ancora in fase di test ed è ben comprensibile che per gestire oltre 10 milioni di utenti ci vuole una solida struttura. Attendiamo pazienti.

Differenza tra Midi e Mp3

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Martedì, 27 Novembre, 2007

Ogni tanto nelle discussioni su conversioni varie di formati wave, mp3, etc.. salta fuori la domanda “posso convertire da mp3 a midi”? Eh beh farebbe gola a molti, visto che la caratteristica evidente dell’estensione .mid è di avere file “leggerissimi”, mediamente sotto i 100KB mentre una base mp3 mediamente supera i 3MB. Perché tanta differenza?

MIDI:
Un file .mid dovete considerarlo come fosse solo uno spartito nel quale c’è scritto quali strumenti, quali note, a che tempo (e altre informazioni musicali) dovranno essere eseguite. Ad eseguire queste informazioni (a leggere lo spartito) ci penserà la periferica o altra strumentazione MIDI, che fungerà quindi da “orchestra”.

MP3:
Fondamentalmente nel file mp3 avete appunto una registrazione di una musica vera ovvero tutte le informazioni digitali di una forma d’onda, quindi tanti dati, tanti bytes.

Riprendendo l’esempio dello spartito, sarei tentato di dire che l’mp3 è l’orchestra stessa, per dare bene l’idea della differenza di peso: uno spartito sarà sempre molto più leggero dell’orchestra che lo esegue.

Ma, onestamente, non sarebbe altrettanto vero: in questo caso l’mp3 è una dettagliata “incisione” di un’orchestra che sta suonando, quindi sarebbe comparabile ad un disco. Per assurdo -nell’esempio- un disco potrebbe anche avere un peso di poco superiore a quello di uno spartito… ma digitalmente parlando il divario è enorme.
Per chiarezza, abbiamo parlato di “mp3″ perché è il nome ormai più comune per indicare un certo formato musicale; preciserei comunque che nel discorso si può anche intendere genericamente il WAVE. Mp3 è un formato che permette di ottenere una qualità simile alla fedeltà di un wave però compressa in pochi megabyte di spazio (dai 4 ai 5 mediamente); il vantaggio è un po’ come avere un lungo file di testo .txt e farne un file .zip, dieci o venti volte più leggero. Peggio ancora sarebbe stato paragonare la leggerezza del MIDI ad un WAVE di qualità e stereo, parliamo di grandezze come “mille volte più pesante” (un midi 100KB, un wave 100MB).

Ritornando al discorso della conversione “mp3 to midi”, personalmente, avendo io composto parecchi MIDI, quindi, avendo ben chiara l’idea e soprattutto la differenza con il wave/mp3, penso non sia possibile ottenere qualcosa di decente. Spero di essere smentito, magari tra qualche anno.

Cos’è una Cena Progressiva?

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Martedì, 20 Novembre, 2007

Progressive Dinner

Alcuni la traducono letteralmente in “cena progressiva“… ma cos’è una cena progressiva?

Mai sentita fino a qualche giorno fa. E la prima immagine che mi è saltata in mente di questa progressive dinner è stata una tavola imbandita con Peter Gabriel e i suoi Genesis, e altri componenti dei Jethro Tull seduti a mangiare assieme (per chi non avesse associato, sono musicisti del genere “progressive“-rock).

Fondamentalmente una “progressive dinner” richiede una certa organizzazione, anzi vista l’assurdità direi una “certa premeditazione”. Deve essere organizzata perché fondamentalmente si tratta di una “sessione di cena” ma avviene in luoghi (locali) differenti nella stessa serata. Insomma si comincia con l’aperitivo in un Pub o altro locale, poi si salta al prossimo locale o ristorante per un antipasto, il primo piatto in un terzo e così via fino ad arrivare al dessert, chissà dove.

Ovviamente si può fare anche come cena di gruppo tra amici -forse più logica e simpatica, più umana diciamo-, facendo le varie tappe in varie case di ciscuno degli elementi del gruppo.

Si parte da un minimo di 3 locali (antipasto, primo e secondo) fino ad arrivare anche al doppio o oltre.

In Italia sarebbe un dramma, il caffettino in un bar, l’amaro in un altro locale, poi l’ammazzacaffé, il grappino in un altro… insomma 4 locali solo a fine pasto.

Ma appunto, mi chiedo, in Italia si usa farne? E se sì, come le chiamate?
Cene progressive? Cena a tappe?

Come giocare al Sudoku

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Giovedì, 25 Ottobre, 2007

Il Sudoku classico si gioca su una griglia 9×9 divisa in sotto-griglie 3×3 anche dette “regioni”. Come puoi vedere alcune celle della griglia iniziale mostrano già un numero (o genericamente un valore o un simbolo).
Altre versioni hanno dimensioni della griglia maggiori (o minori nel caso del 4×4 per bambini) e dunque differenti valori che andranno inseriti nelle celle ma, evitando di complicare la spiegazione delle regole, prendiamo come riferimento la griglia 9×9 del Sudoku normale, il classico, con numeri da 1 a 9.

Lo scopo del Sudoku è di riempire l’intera griglia di numeri rispettando questa regola generale:

puoi usare lo stesso numero una volta sola per ogni riga, colonna e all’interno di ciascuna regione 3×3.

L’interfaccia di gioco dell’Heracleum Sudoku

La scritta in alto indica quante celle iniziali mostra ciascuno schema Sudoku, oltretutto può comparire al suo posto una breve descrizione di altri comandi se sfiorati col puntatore del mouse.

Il click-sinistro su ciascuna cella della griglia mostrerà tutti i valori (numeri, o lettere nelle griglie più grandi) in un menu a comparsa: si può così confermare il valore selezionato come valore della cella.

Il click-destro su ciascuna cella della griglia mostrerà tutti i valori in un menu a comparsa: ogni valore qui selezionato (con una spunta alla sinistra della voce) apparirà dunque come valore temporaneamente annotato nella cella, a mo’ di promemoria. Questo risulta utile quando vuoi ricordarti che una cella potrebbe contenere solo alcuni valori. I principianti ne possono fare ampio uso per le prime deduzioni ed esclusioni mentre i giocatori esperti ne faranno uso soltanto in situazioni critiche, per uscire da una situazione bloccante.

Sulla destra (o in fondo se l’area di gioco è disposta in verticale) si trovano tre comandi: Timer, Opzioni e Soluzione.

Timer:

normalmente mostra il tempo trascorso dall’inizio della partita ma è utilizzato come pulsante di “Pausa”; cliccandolo il gioco viene messo in pausa e la griglia scomparirà, rivelando l’immagine di sfondo (a meno che non sia stata appositamente disabilitata).

Opzioni:

il click su questo comando o click-destro sullo sfondo mostrerà un menu a comparsa con comandi molto intuitivi:

  • Qualità Grafica: puoi degradare la precisione ed i dettagli grafici se il gioco sta girando troppo lentamente sul tuo computer;
  • Nascondi Sfondo: nel caso in cui l’immagine di sfondo desse fastidio puoi lasciare lo sfondo vuoto selezionando questa voce;
  • Abilita Controlli: selezionando “Cancella indietro” viene attivato l’apposito tasto “<–” (backspace) che ti permette di cancellare (volendo anche a raffica, tenendolo premuto sulla tastiera) tutti i valori inseriti sulla griglia come fosse del testo in un documento o selezionando “Rotella del mouse” (mouse wheel) la puoi usare per scorrere rapidamente i valori su e giù lasciando il puntatore del mouse sopra la cella a cui si vuole scegliere o cambiare valore.

Soluzione:

Attivando questo pulsante, i valori (numeri o lettere) corretti saranno sovrapposti -in un rosso transparente- sulla griglia di gioco. Dato che la soluzione viene mostrata in semi-trasparenza puoi dedurre facilmente quale valore di cella che avevi impostato è sbagliato, proprio perché vedrai un numero rosso (giusto) sovrapposto ad uno differente.

Tutti questi pulsanti e sotto-voci possono essere selezionate e deselezionate a stato alterno (toggle) ad ogni click.

La categoria Language

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Giovedì, 18 Ottobre, 2007

Visto che questo sito e soprattutto il blog è bilingue, o almeno la maggior parte dei post sono sia in italiano che in inglese, ho aggiunto questa nuova categoria per citare stranezze, modi di dire, falsi amici, etc… di entrambe le lingue: inglese e italiano.

Pur essendo appassionato di lingua inglese ed avendola studiata e tenuta d’occhio da parecchio tempo, sfortunatamente il mio inglese è abbastanza bruttarello; per questo mi sono imposto di tradurre quasi ogni post di questo blog, obbligandomi a praticare di più.
Come fonte d’apprendimento e perfezionamento, ho scelto da alcuni mesi il forum WordReference English-Italian: i madrelingua di entrambe le lingue aprono topic per chiedere lumi su frasi poco chiare e colloquiali difficili da tradurre con il solo ausilio di un dizionario. Apro thread molto di rado ma anche il solo partecipare alle discussioni si rivela spesso un ottimo mezzo per imparare e migliorare la conoscenza della lingua nei suoi diversi aspetti.

Nella mia categoria Language proverò a postare in entrambe le lingue:
nella versione italiana mostrerò come una frase inglese può suonare in italiano e, allo stesso modo, viceversa in inglese. Ovviamente in questo caso non potrà essere una traduzione letterale come accade di solito negli altri post, visti i due punti di vista opposti.

Come al solito la vostra partecipazione è più che benvenuta!

Religione Open Source

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Martedì, 9 Ottobre, 2007

Inventare concetti spirituali personali.

I gusti sono diversi: alcuni preferiscono adottare una Religione, solida e che promette bene; pochi altri scelgonodi seguire percorsi spirituali personali, più impegnativi ma che probabilmente condurranno a qualcosa che realmente si adatta al proprio pensiero.
Di solito quest’ultima viene malvista: religione fai-da-te la chiamano.
Parrebbe che seguire uno schema predefinito di cosa devi credere sia molto meglio che provare ad immaginare la Vita e cosa c’è al di sopra di essa, tramite concetti capibili alla portata di tutti. E’ veramente meglio?

Se ciascuna relisione esistente fosse “open-source”, completamente comprensibile, uno potrebbe modificare le parti oscure, incoerenti, i dogmi, etc… ma in fin dei conti, ne varrebbe veramente la pena?
Crearne una nuova partendo dal foglio bianco? Uhm troppo complicato. Quindi perché non costruire “semplicemente” alcuni principi basilari di come il Cosmo possa funzionare, chi è Dio o l’Infinito, chi sei Tu e cosa ti circonda.

Il trucco sta nel pensare a concetti semplici e balisari: se stai pensando a qualcosa, prova a pensare alla sua radice. I concetti radicali (anche questo, termine ormai di senso negativo, chissà perché) ti aiuteranno a non perderti tra migliaia di fronzoli inutili.

Questo tipo di religione, che poi “religione” non è, non piacerà sicuramente a chi prega il proprio dio per ottenerne benefici o chi vuole solo che i propri desideri vengano esauditi, come se stessero sfregando la lampada.

Unfabulous: Burger Bustle

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Giovedì, 23 Agosto, 2007

Unfabulous Burger Bustleby Nick

Controlli una cameriera, l’unica che si da da fare allo Yum Burger, e devi compiere queste operazioni:

- incontrare i clienti all’ingresso;
- trovargli un tavolo libero;
- prendere le ordinazioni;
- recarti in fondo dai cuochi e servire l’ordine;
- alla fine pulisci il tavolo e intaschi la mancia lasciata.

Usa il click sinistro per tutte le azioni.

Non farli aspettare troppo o la faccina sorridente diventerà rossa dalla rabbia: sinceramente, non ho mai avuto occasioni di veder la faccetta allo stato arancione :| e rosso :( perché il gioco è molto semplice; ho potuto notare la faccetta rossa soltanto pochi minuti fa soltanto perché ero intento a catturare la schermata e salvarla con GIMP2 mentre il gioco continuava in sottofondo.

Sfortunatamente i lpunteggio è fortemente influenzato dal caso, perché metti caso che due o tre tavoli di seguito ti ordinino lo stesso tipo di cibo (per esempio le patatine fritte) dovrai aspettare che il cuoco si decida a produrne di nuovi e a renderli disponibili. Insomma l’abilità non è proprio grande protagonista.

Tips and tricks:
Quando il gioco si fa più veloce ti conviene far accomodare i clienti su tavoli secondo un preordinato schema sequenziale evitando dunque di spargerli dove capita, per esempio: 1° cliente in alto a sinistra, 2° in alto a destra, 3° nel mezzo a sinistra, nel mezzo a destra, in basso a sinistra, in basso a destra… e via così. In questo modo puoi immediatamente capire qual è il prossimo cliente da servire o chi sta attendendo da troppo.
Altro consiglio, occhio al tempo! Quando si scende sotto i 30 secondi tieni bene in mente che prendere le mance diventa lo scopo principale, quindi dopo i 20 secondi ignora i nuovi arrivati.

Mio miglior punteggio: 1830

Suggerire una Parola per le Supercazzole

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Martedì, 21 Agosto, 2007

…più semplice che creare una frase template ma bisogna seguire criteri precisi

Come spiegato nell’articolo Suggerire un Template di Supercazzola le parole che compariranno al posto dei Tag ([VERBO], [CHI], etc…) possono essere influenzate e quindi modificate dal programma oppure semplicemente dovrebbero essere tali da incastrarsi bene nel contesto. Dunque proponendo nuove Parole, per fa sì che siano accettabili e dunque approvate, è necessario seguire alcuni criteri, che cercherò di chiarire in questo articolo.

[VERBO]
E’ necessario indicare solo verbi regolari al tempo presente modo infinito (es. “prematurare“) possibilmente non troppo comuni; qualche esempio tra quelli già esistenti: ‘provare‘ ed è già fin troppo comune, per il resto puntare su verbi originali sul genere ‘svirgolare‘, ‘stuzzicare‘ arrivando fino a quelli tipici da supercazzola come ‘clacsonare‘ e via così. Essendo regolari e all’infinito è possibile modificarli tramite apposite particelle indicate esternamente (es. “s[VERBO]si”) nel modello della frase.

[DOVE]
Indicare un luogo sempre con l’articolo davanti. Evitare nomi di locali noti e simili… per il resto può essere un qualunque luogo, magari suggestivo d’antani, volendo anche un ‘luogo figurato’.

[CHI]
Indicare una persona sempre con l’articolo davanti. Indicare possibilimente personaggi tipici, evitare nome e cognome di qualcuno… per il resto, chiunque.

[COSA]
Indicare un oggetto o genericamente una cosa sempre con l’articolo davanti. Rispetto a DOVE e CHI, che dovrebbero contenere spesso parole ‘normali’ per dare un minimo di filo logico e comprensibile alla frase, il tag COSA invece dovrebbe leggermente incrementare la confusione della supercazzola, quindi introducendo anche antanate.

[COME]
Alle parole prodotte da questo tag è affidato il maggior compito di ’supercazzolizzazione’ della frase; quindi indicare parole stravaganti, o simili a parole esistenti ma storpiate, secondo i crismi della supercazzora classica. Per dare un’idea, alcuni esempi esistenti:
in senso anafestico‘, ‘come se fosse antani‘, ‘di casentino‘ tra quelli superclassici e quindi proporne altre originali tipo ‘di blandella‘, ‘al balzello‘ o semplicemente più capibili e reali tipo ‘a destra‘, ‘con molta fantasia‘ o ‘senza meta‘.

[QUANDO]
Indicare un’espressione temporale il più possibile compatibile in vari contesti. Il classico “quintana o setta” è già presente, per il resto sono espressioni temporali diciamo normali.

Buon divertimento.