Orrori di pronuncia: in ufficio

Monday, 10 December, 2007

Non specifico l’ “autore” di questi “versi”, dico soltanto che si possono ascoltare in ufficio:
[scritto correttamente (pronuncia reale) => pronuncia storpiata]

misunderstanding (mìsandasténdin) => missinganderstandingh

milestone (mailstòn) => meilston
[come se fosse scritto "mail"(posta)stone]

Visual Studio (vidsiual stiudiou) => visuàl stadio :D

Photoshop (fotosciop [facile no? no..]) => pawershot :shock:

Usare le Playlist di VanBasco Karaoke Player

Tuesday, 4 December, 2007

VanBasco Karaoke Player è probabilmente il software per eseguire file midi e karaoke più diffuso, un classico per cantare sul proprio PC.

Supporta i formati .mid e .kar, fondamentalmente equivalenti: entrambi contengono informazioni MIDI, un. kar esplicita la presenza delle parole della canzone al suo interno, un .mid potrebbe anche non contenere il testo (è sempre una sorpresa, per questo si è preferito indicarne con l’estensione .kar la presenza) in quanto originariamente pensato solo per dati musicali.

Una delle funzionalità più interessanti del VanBasco Karaoke Player è la possibilità di modificare secondo le proprie “esigenze canore” la base, elenco in ordine di importanza:

  1. rendere “muta” una traccia, uno strumento: tipicamente la linea melodica del cantato, quasi sempre fastidiosissima;
  2. alzare o abbassare la tonalità (key) del brano, adattandola alle proprie capacità vocali;
  3. regolare il volume (vol) generale del brano midi, alcuni sono più silenziosi altri hanno il volume troppo alto;
  4. più raramente, si può decidere di velocizzare o rallentare il tempo del brano, potrebbe risultare utile ogni tanto in base anche ai propri gusti.

Queste impostazioni si possono effettuare per ciascun brano ma eseguendone un altro andrebbero perse e sarebbe un peccato visto che abbiamo trovato i “settaggi” ideali per adattare la base a come vorremmo cantarci sopra.
Per mantenere le impostazioni personali di ciascun brano usiamo le Playlist.

La comodità maggiore del programma consiste nella possibilità di organizzare le proprie basi karaoke in Playlist, ovvero “liste di esecuzione”:
in breve, è possibile crearsi più Playlist ed avere quindi sempre a disposizione le basi senza andarle a cercare ogni volta su disco; oltretutto i brani salvati nelle Playlist mantengono le nostre preferenze e impostazioni specifiche di cui sopra, quindi finalmente basterà eseguirle e trovare la fastidiosa traccia melodica già azzittita, la base nella tonalità che preferiamo, il volume ben regolato. Comodissimo, immediato e nel caso di una “performance” non devi star lì a dire: «aspettate che trovo la traccia da azzittire, che regolo la chiave…» etc. :)

Pur conoscendo molte persone che utilizzano il VanBasco per cantare mi stupisco di quanto poco uso si faccia delle Playlist; in alcuni casi ho sentito frasi come “ho provato ad usarle ma non mi è riuscito…”, quindi spieghiamo passo passo.

Inizialmente -appena installato- VanBasco ha due Playlist:

  • Playlist di esempio: contiene solo pochi brani d’esempio per provare ad eseguire basi anche se ancora non ne abbiamo;
  • (default): non è una vera e propria playlist, è quella “predefinita” o meglio “temporanea”, usata automaticamente quando VanBasco si trova ad eseguire un file .mid o .kar in altri contesti, per esempio cliccando su un file .kar dal proprio sistema operativo (per es. Windows) se questo tipo di file è associato a VanBasco (probabile).

Creiamo una Playlist personale

Nella finestra “Playlist” clicchiamo il pulsante “nuova” in alto a sinistra. Nella lista a discesa apparirà una nuova voce selezionata, di nome “Nuova lista”. Diamogli un nome decente col pulsante “rinomina“, semplicissimo.

A questo punto aggiungiamo alcune basi: volendo nella finestra stessa “Playlist” puoi spostarti tra le cartelle del tuo PC ma, personalmente, preferisco agire dalle cartelle aperte (Esplora risorse su Windows).
In entrambi i casi, una volta nella cartella che contiene le basi che ci interessano basta trascinare uno o più file sopra la finestra “Playlist” di VanBasco, è sufficente rilasciare il mouse ovunque all’interno della finestra: così facendo abbiamo aggiunto le nostre basi. Ad esempio, diciamo il file “uno.kar” e “due.kar”.

Modifichiamo e salviamo le impostazioni delle basi

Eseguiamo con un doppio-click sulla lista della nostra Playlist la base uno.kar. A questo punto se apportassimo modifiche e successivamente eseguissimo due.kar le modifiche del primo andrebbero sicuramente perse.
Quindi i passi per salvare le impostazioni sono:

  1. eseguire una base partendo dalla Playlist (doppio-click);
  2. modificare le impostazioni (mute, key, vol, tempo) della base come desiderato;
  3. cliccare “Save to list“, in basso a sinistra nella finestrella “Control”.

A questo punto ogni volta che si esegue questa base, sempre solo partendo dalla Playlist ovviamente, si ritroveranno tutte le impostazioni desiderate per ciascun brano.

Le impostazioni che verranno salvate saranno:
nella finestra “Midi Output”, le tracce mute ovvero le lucette (led) rosse all’estrema sinistra di ogni traccia, volendo anche i led celesti accanto “solo” ovvero assolo, la traccia spicca rispetto alle altre come presenza. Nella finestra “Control” il tempo, tonalità o chiave (key) e volume (vol).

Se per qualche motivo si volesse lanciare il pezzo senza queste impostazioni salvate basta togliere la spunta alla casella “Use from List“, facendo così anche una volta eseguita la base karaoke e rispuntando la casella si ritornerà ai settaggi salvati.

Troubleshooting
(risoluzione problemi)
Q: «Ho provato ma pur avendo salvato nella playlist, rieseguendo non ritrovo i miei settaggi»
A: ecco, potrebbe essere proprio dovuto alla casella “Use from Listnon spuntata! In questo caso, come spiegato poco sopra, vengono completamente ignorate le impostazioni salvate.

Midi and Mp3

Monday, 3 December, 2007

In discussions about different audio formats, wave, mp3, etc… quite often I read the question “can I convert mp3 to midi?”. Yes, it would be good, since evidently .mid files are so lightweight, usually less than 100KB while an mp3 file is usually more than 3MB. Why such difference?

MIDI:
A .mid file is to be considered as a piece of sheet music, the score on which you can read which instruments, which notes, at which tempo (and other musical data) have to be played. To excecute such information (i.e. to read the score) is up to the MIDI device, which will do the job of the “orchestra”.

MP3:
Fundamentally, the mp3 file contains a whole recording of real music or sounds, so every single digital info to determine a waveform: a lot of data, lot of bytes, the more the quality the bigger the file.

Again, following the score-orchestra example, I’m tempted to say that the mp3 is the orchestra itself because it well renders the idea of weight difference: a score is always much lighter than the orchestra that is performing it.

But, honestly, it wouldn’t be true: in this case the mp3 is a detailed recording of an orchestra playing, so it should be compared to a long-playing record. In the example a vynil record could weighs a little bit more than the pages of a score… but -digitally speaking- the difference is huge.
To be clear, we discussed about “mp3″ because nowadays it’s the common term for a digital music format; by the way in this article we could mean the WAVE format in general as well. Mp3 allows to obtain a high-fidelity sound similar to the Wave but it’s compressed into a few megabytes (from 4 to 5 as average size); the advantage is having just like a very long text file (.txt) and compressing it into a .zip file, ten to twenty times smaller. A dramatic difference would be to compare the lightness of a MIDI to a high-quality stereo WAVE; something like “a thousand times heavier” (a midi 100KB, a wave 100MB).

Again, with regard to the initial argument about “mp3 to midi”, personally, since I sequenced some MIDI files and I have well clear the idea and the difference with wave/mp3, I don’t think it’s possible to obtain something decent. I hope someone will prove I’m wrong… maybe before long.

Esempi sui Template di Supercazzola

Sunday, 2 December, 2007

In questo post vorrei indicare come proporre dei Template efficaci dove per “efficaci” intendo come, una volta eseguiti dal programma di generazione, potranno risultare molto versatili e non monotoni, mostrando ogni volta una frase difficilmente distinguibile da un’altra a partire dallo stesso Template.

Ma facciamo subito un esempio di questo recente Template che ha inviato C1000 (che saluto e ringrazio, come gli altri) che propongo nella sua versione originaria, senza modifiche:
Siamo alle solite. Come [VERBO]? La [CHI] ostantinato la [COSA] brematurata, che peraltro [VERBO] come se fosse posterdati anche un pochino antani in [DOVE]. Eh, mi scusi! Non son cose do [COME] senza dire né [VERBO] la [QUANDO], sempre quando lo dice lei?
Ecco, come frase supercazzola di suo funziona eccome e quindi si nota che c’è “padronanza del mezzo”; il problema -più che comprensibile- è di renderla compatibile e ben esenguibile dal generatore.

Vediamo i problemi in ordine di importanza:

  1. Non devono esserci articoli (La [CHI] ostantinato la [COSA]) soprattutto su questi tag (chi, cosa) perché gli articoli sono contenuti nelle parole stesse generate al posto di questi tag, quindi se lasciassimo così com’è troveremo risultati errati come: “La il vicesindaco ostantinato la la sbranda” quindi con doppi articoli;
  2. Pochi tag, troppe parti invariabili, quindi tendenza al monotono: ci sono troppe parti “chiave” con parole da supercazzola direttamente nel template, che invece dovrebbe fungere solo da “legante” dei vari e numerosi tag; oltretutto vedo dei classici “ostantinato, brematurata, posterdati, antani” che ovviamente sono già presenti tra le parole disponibili, che andranno sostituite ai tag. Insomma il potere supercazzolante risiede nelle Parole, in dose decisamente minore nel Template;
  3. Poi fare sempre caso ai verbi, che semplicemente indicati dal tag producono un risultato all’infinito, ma possono essere modificati con l’aggiunta di particelle finali, come indicato nel post sui Template di Supercazzola (ad es. [VERBO]to, “parlare” risulterà “parlato”).

Detto questo, seguendo queste regole di solito modifico i template inviati, che sarebbe un peccato cestinare e basta, quindi ecco una versione compatibile:
Siamo alle solite. Come [VERBO]-2? Eh, [CHI] ha [VERBO]to [COSA] [COME], che peraltro [VERBO]-2 [COME] anche un pochino [COME] in [DOVE]. Eh, mi scusi! Non son cose [COME] senza [VERBO,COSA] né [VERBO,COME,COSA] [QUANDO], sempre quando lo dice lei?

Spiegando: [VERBO]-2 tronca il verbo delle ultime due lettere quindi “parlare” diventa “parla”. Come si può vedere per il resto ho semplicemente sostituito le troppe parole invariabili in tag. Da non dimenticare che si può aggiungere un’elevata variabilità della frase con i “multi-tag”, tipo [VERBO,COME,COSA], tra cui verrà pescata una sola parola di uno dei tipi di tag. Volendo si può anche aggiungere nei multi-tag una parola personalizzata, tipo “…preso [COME,CHI,la spigola] di …”, ottimo quando si vuole aggiungere una o più parole che non starebbero bene in altri contesti se non nel template attuale, alle volte verrà scelta casualmente la nostra parola altre volte invece usate le parole pescate in base gli altri tag; nell’ultimo esempio avremo un 33% di trovare la nostra parola.

Karaoke su Skype

Tuesday, 27 November, 2007

Escludiamolo subito: poco in confronto ad una sana cantata tra amici in un apposito locale di karaoke… per quanto qualche comodità in più c’è, ma andiamo per ordine.

Vi piace cantare sul vostro PC?
Quindi avrete anche installato un apposito programma per eseguire basi karaoke e cantarci sopra col microfono. Ci sono i programmi standard, come “VanBasco Karaoke Player” -un classico che consiglio-, per eseguire file nel diffusissimo formato .kar, praticamente un file MIDI con in più informazioni di “testo nel tempo”. Poi ci sono anche altri con formati proprietari con basi mp3 o wave e magari qualche altro fronzolo (animazioni, effetti video, etc..) per ravvivare. Il buono di questi ultimi è che la qualità della base, e per qualità intendo il realismo degli strumenti e sonorità, sono decisamente più indipendenti dalla capacità della scheda audio: i file .kar sono dunque eseguiti tramite una delle periferiche MIDI disponibili sul sistema, se si ha solo quella della scheda audio e non è granché va da sé che le basi risulteranno un po’ “di plastica” fino a sfiorare il ridicolo. Mentre nella stessa situazione una base mp3 (wave) è una vera e proria pre-registrazione di un pezzo e quindi, anche in casi di bassa qualità, si sente comunque la presenza di strumenti reali e magari anche qualche bel coro e controcanti che non guastano di certo.

Se invece disponete di una buona sistesi MIDI avrete tutto il vantaggio di poter reperire facilmente le basi e avere file “leggerissimi”, mediamente sotto i 100KB mentre una base mp3 mediamente supera i 3MB. Perché tanta differenza? Leggi quest’altro post sulla differenza tra Midi e Mp3.

Visto che si canta sul proprio PC e magari si dispone di una buona connessione a Internet, perché non unire le due cose alle potenzialità offerte da Skype?

Di preciso intendo le Skypecast che permettono a più utenti di conversare assieme, più che in una conferenza (limitata a 9 utenti). Quindi c’è un “ospitante” che gestisce la cast e i partecipanti, ciascuno attrezzato in modo tale da poter cantare su una base. Il rispetto e l’ordine sono essenziali, ad esempio quando uno canta gli altri utenti (tranne quelli in ascolto o in attesa ovviamente che non possono intervenire) dovrebbero tenere il microfono spento per non creare disturbi. L’esperienza è divertentissima, provate. La cast più attiva e seria in questo senso è la “TeddyBoy Group” dove il rispetto è sacro e il divertimento assicurato.

Consiglio:
Prima di cantare su una base è bene avere la traccia con la melodia del cantato già silenziata, la tonalità o chiave giusta per la nostra voce, volume generale e altro, impostazioni che VanBasco Karaoke Player rende possibili comodamente. Ancor più comodamente queste impostazioni e settaggi (mute, key, vol, tempo) possono essere salvate una volta per tutte sfruttando le Playlist: leggi quest’esauriente articolo sull’uso delle Playlist di VanBasco Karaoke Player!
Questo permette di essere sempre e subito pronti a cantare su una base già ben configurata secondo le esigenze comuni e personali senza star lì ad annoiare gli altri partecipanti in attesa che voi abbiate configurato opportunamente la base; fin quando trovate basi standard bene… ma se ve ne capita una che, per esempio, non ha la melodia del cantato sulla traccia 4 (come è convenzione) la ricerca di una o più tracce da “azzittire” potrebbe richiedere parecchio. Quindi è sempre consigliabile farsi trovare già belli e pronti con la propria playlist.

Come fare per trovare una cast di karaoke?
Basta cercare sul sito di Skype, nella sezione Skypecasts, la ovvia parola chiave “karaoke”.

Ovviamente al momento bisogna ancora fare i conti con l’instabilità -certe volte totale e deprimente- del sistema di Skypecast che difatti è tuttora in versione beta, ovvero il grosso dell’applicazione è disponibile ma è ancora in fase di test ed è ben comprensibile che per gestire oltre 10 milioni di utenti ci vuole una solida struttura. Attendiamo pazienti.

Differenza tra Midi e Mp3

Tuesday, 27 November, 2007

Ogni tanto nelle discussioni su conversioni varie di formati wave, mp3, etc.. salta fuori la domanda “posso convertire da mp3 a midi”? Eh beh farebbe gola a molti, visto che la caratteristica evidente dell’estensione .mid è di avere file “leggerissimi”, mediamente sotto i 100KB mentre una base mp3 mediamente supera i 3MB. Perché tanta differenza?

MIDI:
Un file .mid dovete considerarlo come fosse solo uno spartito nel quale c’è scritto quali strumenti, quali note, a che tempo (e altre informazioni musicali) dovranno essere eseguite. Ad eseguire queste informazioni (a leggere lo spartito) ci penserà la periferica o altra strumentazione MIDI, che fungerà quindi da “orchestra”.

MP3:
Fondamentalmente nel file mp3 avete appunto una registrazione di una musica vera ovvero tutte le informazioni digitali di una forma d’onda, quindi tanti dati, tanti bytes.

Riprendendo l’esempio dello spartito, sarei tentato di dire che l’mp3 è l’orchestra stessa, per dare bene l’idea della differenza di peso: uno spartito sarà sempre molto più leggero dell’orchestra che lo esegue.

Ma, onestamente, non sarebbe altrettanto vero: in questo caso l’mp3 è una dettagliata “incisione” di un’orchestra che sta suonando, quindi sarebbe comparabile ad un disco. Per assurdo -nell’esempio- un disco potrebbe anche avere un peso di poco superiore a quello di uno spartito… ma digitalmente parlando il divario è enorme.
Per chiarezza, abbiamo parlato di “mp3″ perché è il nome ormai più comune per indicare un certo formato musicale; preciserei comunque che nel discorso si può anche intendere genericamente il WAVE. Mp3 è un formato che permette di ottenere una qualità simile alla fedeltà di un wave però compressa in pochi megabyte di spazio (dai 4 ai 5 mediamente); il vantaggio è un po’ come avere un lungo file di testo .txt e farne un file .zip, dieci o venti volte più leggero. Peggio ancora sarebbe stato paragonare la leggerezza del MIDI ad un WAVE di qualità e stereo, parliamo di grandezze come “mille volte più pesante” (un midi 100KB, un wave 100MB).

Ritornando al discorso della conversione “mp3 to midi”, personalmente, avendo io composto parecchi MIDI, quindi, avendo ben chiara l’idea e soprattutto la differenza con il wave/mp3, penso non sia possibile ottenere qualcosa di decente. Spero di essere smentito, magari tra qualche anno.

Cos’è una Cena Progressiva?

Tuesday, 20 November, 2007

Progressive Dinner

Alcuni la traducono letteralmente in “cena progressiva“… ma cos’è una cena progressiva?

Mai sentita fino a qualche giorno fa. E la prima immagine che mi è saltata in mente di questa progressive dinner è stata una tavola imbandita con Peter Gabriel e i suoi Genesis, e altri componenti dei Jethro Tull seduti a mangiare assieme (per chi non avesse associato, sono musicisti del genere “progressive“-rock).

Fondamentalmente una “progressive dinner” richiede una certa organizzazione, anzi vista l’assurdità direi una “certa premeditazione”. Deve essere organizzata perché fondamentalmente si tratta di una “sessione di cena” ma avviene in luoghi (locali) differenti nella stessa serata. Insomma si comincia con l’aperitivo in un Pub o altro locale, poi si salta al prossimo locale o ristorante per un antipasto, il primo piatto in un terzo e così via fino ad arrivare al dessert, chissà dove.

Ovviamente si può fare anche come cena di gruppo tra amici -forse più logica e simpatica, più umana diciamo-, facendo le varie tappe in varie case di ciscuno degli elementi del gruppo.

Si parte da un minimo di 3 locali (antipasto, primo e secondo) fino ad arrivare anche al doppio o oltre.

In Italia sarebbe un dramma, il caffettino in un bar, l’amaro in un altro locale, poi l’ammazzacaffé, il grappino in un altro… insomma 4 locali solo a fine pasto.

Ma appunto, mi chiedo, in Italia si usa farne? E se sì, come le chiamate?
Cene progressive? Cena a tappe?

Come giocare al Sudoku

Thursday, 25 October, 2007

Il Sudoku classico si gioca su una griglia 9×9 divisa in sotto-griglie 3×3 anche dette “regioni”. Come puoi vedere alcune celle della griglia iniziale mostrano già un numero (o genericamente un valore o un simbolo).
Altre versioni hanno dimensioni della griglia maggiori (o minori nel caso del 4×4 per bambini) e dunque differenti valori che andranno inseriti nelle celle ma, evitando di complicare la spiegazione delle regole, prendiamo come riferimento la griglia 9×9 del Sudoku normale, il classico, con numeri da 1 a 9.

Lo scopo del Sudoku è di riempire l’intera griglia di numeri rispettando questa regola generale:

puoi usare lo stesso numero una volta sola per ogni riga, colonna e all’interno di ciascuna regione 3×3.

L’interfaccia di gioco dell’Heracleum Sudoku

La scritta in alto indica quante celle iniziali mostra ciascuno schema Sudoku, oltretutto può comparire al suo posto una breve descrizione di altri comandi se sfiorati col puntatore del mouse.

Il click-sinistro su ciascuna cella della griglia mostrerà tutti i valori (numeri, o lettere nelle griglie più grandi) in un menu a comparsa: si può così confermare il valore selezionato come valore della cella.

Il click-destro su ciascuna cella della griglia mostrerà tutti i valori in un menu a comparsa: ogni valore qui selezionato (con una spunta alla sinistra della voce) apparirà dunque come valore temporaneamente annotato nella cella, a mo’ di promemoria. Questo risulta utile quando vuoi ricordarti che una cella potrebbe contenere solo alcuni valori. I principianti ne possono fare ampio uso per le prime deduzioni ed esclusioni mentre i giocatori esperti ne faranno uso soltanto in situazioni critiche, per uscire da una situazione bloccante.

Sulla destra (o in fondo se l’area di gioco è disposta in verticale) si trovano tre comandi: Timer, Opzioni e Soluzione.

Timer:

normalmente mostra il tempo trascorso dall’inizio della partita ma è utilizzato come pulsante di “Pausa”; cliccandolo il gioco viene messo in pausa e la griglia scomparirà, rivelando l’immagine di sfondo (a meno che non sia stata appositamente disabilitata).

Opzioni:

il click su questo comando o click-destro sullo sfondo mostrerà un menu a comparsa con comandi molto intuitivi:

  • Qualità Grafica: puoi degradare la precisione ed i dettagli grafici se il gioco sta girando troppo lentamente sul tuo computer;
  • Nascondi Sfondo: nel caso in cui l’immagine di sfondo desse fastidio puoi lasciare lo sfondo vuoto selezionando questa voce;
  • Abilita Controlli: selezionando “Cancella indietro” viene attivato l’apposito tasto “<–” (backspace) che ti permette di cancellare (volendo anche a raffica, tenendolo premuto sulla tastiera) tutti i valori inseriti sulla griglia come fosse del testo in un documento o selezionando “Rotella del mouse” (mouse wheel) la puoi usare per scorrere rapidamente i valori su e giù lasciando il puntatore del mouse sopra la cella a cui si vuole scegliere o cambiare valore.

Soluzione:

Attivando questo pulsante, i valori (numeri o lettere) corretti saranno sovrapposti -in un rosso transparente- sulla griglia di gioco. Dato che la soluzione viene mostrata in semi-trasparenza puoi dedurre facilmente quale valore di cella che avevi impostato è sbagliato, proprio perché vedrai un numero rosso (giusto) sovrapposto ad uno differente.

Tutti questi pulsanti e sotto-voci possono essere selezionate e deselezionate a stato alterno (toggle) ad ogni click.

Compound prepositions and family members

Tuesday, 23 October, 2007

Q:
I read: “Ho dato qualcosa allo zio”, “Ho dato qualcosa alla mamma”, “Ho dato qualcosa a Paolo”. Why “allo zio” and “alla mamma” instead of “a zio” and “a mamma”?
Where and when do I use this allo or alla?

A:
In case of parents and some relatives in italian (e.g., mamma, papà, zio, nonno/a) you can use both the simple and compound preposition: “a” and “a”+<article>, so mamma, nonna, zia (female) both “a” and “alla”, for male parents both “a” and “allo/al”.
So this works in these cases of parents and relatives:
“dai a/alla mamma/zia/nonna il regalo”
“dai a/al papà(/babbo)/nonno il regalo”
“dai a/allo zio il regalo” (”a zio” without his name is a bit strange in formal italian, but quite common specially when addressing to kids)

By the way this works only with such family roles, for instance you can’t say:
“dai a fratello” or “dai a sorella”.
You can say “dai al fratello” or “dai alla sorella” but you must indicate “di chi?”, “whom brother/sister?” e.g. “dai al fratello di Gino il regalo”.
Same for “nipote” and other relationships (genero, cognato, etc..)

So a general rule could be:
always use only the simple preposition for personal names
“ricetta a Paolo”
and compound preposition for other nouns:
“ricetta al dottore”, “ricetta alla dottoressa”
papà, mamma, etc.. are simply an exception, just as if they were personal names and in fact they replace the first name of the parent.

How to play Sudoku

Friday, 19 October, 2007

The classic Sudoku is played over a 9×9 grid divided into smaller 3×3 grids called “regions”. As you can see some grid cells already show a number (or generically a value or symbol).
Other versions feature different grid size and different values to fill the grid cells but, to avoid complicated explanations of the rules let’s just focus on the classic Sudoku sized 9×9 with numbers 1 to 9.

The objective of Sudoku is to fill the whole grid with numbers respecting this main rule

you can only use the same number once in each row, each column and in each of the 3×3 regions.

The Heracleum Sudoku Game Interface

On the top you can read how many given cells are already displayed on the starting grid.

Left-clicking on each cell of the grid will show all the values (numbers or letters in larger grids) in a popup menu: this will confirm the chosen value in the cell.

Right-clicking on each cell of the grid will show all the values in a popup menu: each selected value (with a tick on the left) will then appear as a small temporary value of the current cell. This comes in handy if you want to remember that a cell could contain only some values. Beginners could make a large use of this function while experienced players would use it only in tricky situations, to solve a blocking situation.

On the right (or bottom if the game area is vertical-wise) you can find three buttons: Timer, Options and Solution.

Timer:

it usually displays the elapsed time since you started playing the game but it’s also a “Pause” button; click it to pause the game and the grid will disappear revealing the background.

Options:

clicking this button, the same right-clicking the empty background, will popup a small menu with definitely self-explaining commands:

  • Rendering quality: decrease graphics precision and details if your computer is running the applet too slow;
  • Hide Background: in case you find the background distracting;
  • Allow Controls: activating the backspace key will work as if you’re deleting backwards usual text (clears the cell values) or use the Mouse Wheel to roll the values up/down.

Solution:

The correct numbers -in a transparent red colour- are overlapped on the game grid. Since the solution is semi-opaque you can easily tell if one of the number you placed is wrong, showing two different numbers one over the other.

All this buttons and sub-options can be toggled, activated and de-activated on every click.